31 Marzo, 2020

Verifica dell’interesse culturale

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Procedimenti per l’apposizione delle prescrizioni di tutela

Per quanto concerne l’apposizione delle prescrizioni di tutela la normativa prevede due distinte procedure:

  1. nel caso di beni di proprietà di regioni, province, comuni, altri enti pubblici e delle persone giuridiche private senza scopi di lucro (art.10 comma 1 del D.Lgs. 42/2004): la procedura della verifica di interesse culturale (art. 12 del D.Lgs. 42/2004)
  2. nel caso di beni appartenenti ai privati l’apposizione del “vincolo” discende dalla dichiarazione di interesse culturale (art.13).

 

La Verifica dell’interesse culturale

Con l’entrata in vigore del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio è stata introdotta la norma che prevede l’accertamento specifico dell’interesse storico-artistico del bene.

Nello specifico l’art. 12 prevede che le cose mobili e immobili appartenenti ad enti pubblici e a persone giuridiche private senza scopo di lucro, che rivestano interesse artistico, storico, ecc., risalgano ad oltre cinquant’anni e siano di autore non più vivente, vengano sottoposte ad un apposito procedimento di verifica, volto ad accertare la sussistenza o meno di detto interesse. In attesa della verifica, tali cose sono in via provvisoria soggette alla disciplina di tutela.

L’esito della verifica – che è promossa d’ufficio o su richiesta dell’ente proprietario – se positivo, comporta la definitiva sottoposizione del bene alla disciplina di tutela, se negativo, la fuoruscita da detta disciplina.

La Dichiarazione di interesse culturale

L’attuale D. Lgs. 42/2004 utilizza la dizione “dichiarazione di interesse culturale” per definire la procedura atta a riconoscere, dal punto di vista legislativo e fiscale, la valenza storico culturale di un determinato bene sia mobile che immobile e quindi da sottoporre alle adeguate prescrizioni di tutela.

Per quanto concerne i beni appartenenti a soggetti privati il vincolo è finalizzato a definire i criteri in merito alla tutela del patrimonio storico e artistico nazionale. Infatti, è fatto obbligo di conservazione per i beni culturali, i quali non possono essere demoliti o modificati né adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico senza l’autorizzazione del Ministero.

Nello specifico, la realizzazione di interventi su beni sottoposti al vincolo è sempre subordinata al preventivo rilascio di apposita autorizzazione da parte della competente Soprintendenza territoriale.

Il decreto con il quale si appone il vincolo, pertanto, oltre a riconoscere il particolare interesse culturale insito nel bene, ha una sua fondamentale incidenza sul regime giuridico del bene oggetto del provvedimento (che è sottoposto a delle limitazioni rispetto alla ordinaria disciplina della proprietà privata prevista dal codice civile).