novembre 17, 2018

Autorizzazione per lavori

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I beni culturali soggetti ad autorizzazione sono quelli soggetti alla tutela del Codice per i Beni Culturali e il Paesaggio (D. Lgs. n. 42/2004), individuati dall’art. 10 e quelli per i quali sia stata eseguita con esito positivo la verifica di interesse culturale o per i quali sia stato emesso un provvedimento di dichiarazione di interesse culturale. I beni culturali aventi più di cinquanta anni e di autori non viventi, seppure non sia ancora intervenuta la preventiva verifica di interesse, sono comunque sottoposti ad autorizzazione ai sensi dell’art. 21 del Codice.

Il rilascio dell’autorizzazione per l’esecuzione di opere e lavori di qualsiasi genere sui beni culturali (art. 21, comma 4) è demandato alla Soprintendenza (autorizzazione ordinaria). Per gli interventi su beni culturali pubblici, da eseguirsi a cura delle Amministrazioni dello Stato, regioni, enti pubblici territoriali ed altri enti ed istituti pubblici è prevista la possibilità di esprimere l’autorizzazione attraverso accordi tra l’ente interessato e il Ministero (art. 24).

Ove si ricorra alla Conferenza dei Servizi, il parere viene rilasciato dalla Soprintendenza o dal competente organo del Ministero in quella sede, con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza e contenente le eventuali prescrizioni impartite (art. 25). Per i progetti di opere da sottoporre a valutazione di impatto ambientale, l’autorizzazione prevista dall’art. 21 è espressa dal Ministero in sede di concerto per la pronuncia sulla compatibilità ambientale; in caso di parere negativo, ne viene data comunicazione al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e la procedura è da intendersi conclusa negativamente (art. 26).Non possono in nessun  caso essere autorizzati, in quanto vietati in termini assoluti: la distruzione, il danneggiamento e l’uso non compatibile con il carattere storico-artistico del bene oppure idoneo a recare pregiudizio alla sua conservazione (art. 20). Il Codice, inoltre, subordina all’autorizzazione del Ministero la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche se con successiva ricostruzione (art. 21, comma 1, lettera a).

Solo nel caso di assoluta urgenza (pericolo di crollo, etc.), si può procedere ad effettuare interventi provvisori indispensabili ad evitare danni al bene tutelato. Deve esserne data immediata comunicazione alla Soprintendenza alla quale devono poi essere tempestivamente inviati i progetti definitivi per l’autorizzazione (art. 27). I lavori condotti in assenza o in  difformità dell’autorizzazione ai sensi dell’art. 21 del Codice possono essere inibiti o sospesi dal Soprintendente per tutti gli immobili aventi caratteristiche di Bene Culturale, anche quando non sia ancora intervenuta la verifica dell’ interesse culturale o la dichiarazione dell’interesse culturale. L’ordine si intende revocato se, entro 30 giorni dalla ricezione del provvedimento di sospensione, non sia stato comunicato l’avvio del procedimento di verifica o di dichiarazione.

Sono soggetti ad autorizzazione i beni culturali di proprietà pubblica e quelli per i quali sia stata eseguita con esito positivo la verifica di interesse o per i quali sia stato emesso un provvedimento di dichiarazione di interesse. Sono comunque sottoposti ad autorizzazione i beni culturali aventi più di cinquanta anni e di autori non viventi, finchè non sia intervenuta la preventiva verifica di interesse. L’autorizzazione all’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali è subordinata all’autorizzazione del Soprintendente (art. 21 del Codice per i beni Culturali e il Paesaggio).

L’autorizzazione, che può contenere prescrizioni, è rilasciata su presentazione di una istanza corredata dal progetto entro 120 giorni dalla data di ricezione della richiesta da parte della Soprintendenza, in caso di documentazione completa ed esauriente; in caso contrario l’Amministrazione provvede a richiedere chiarimenti o documentazione integrativa, o procede con gli accertamenti tecnici necessari, dandone preventiva comunicazione al richiedente. Ai fini della semplificazione delle procedure, una volta acquisita l’autorizzazione ai sensi dell’art. 21 del Codice, è possibile ricorrere alla denuncia di inizio attività, trasmettendo contestualmente al Comune interessato l’autorizzazione ottenuta corredata dal relativo progetto. Sono responsabili delle attività connesse con il rilascio delle autorizzazioni ai sensi dell’art. 21 i funzionari architetti competenti per ambito territoriale

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