luglio 22, 2018

Chiese ambrosiane. San Dionigi, riscoperta la chiesa mancante

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Chiese ambrosiane. San Dionigi, riscoperta la chiesa mancante

Il ritrovamento, la Soprintendente Antonella Ranaldi con il Sindaco Giuseppe Sala in visita agli scavi

Chiese ambrosiane. San Dionigi, riscoperta la chiesa mancante

Antonella Ranaldi (Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano)
In “Chiesa oggi. Architettura e comunicazione”, 108, 2018, p. 4

Il progetto “Chiese ambrosiane. San Dionigi, la chiesa mancante” mira ad approfondire le conoscenze sulle chiese extra murarie che tradizioni e studi, più o meno concordi, attribuiscono alla volontà d’Ambrogio. Erano una opposta all’altra a presidio dei quattro quadranti e in direzione dei principali assi e vie d’accesso alla città. A sud-est in direzione di Roma, San Nazaro, intitolata agli apostoli; a ovest, Sant’Ambrogio dedicata ai martiri; a nord, San Simpliciano, alla Vergine, sulla strada in direzione di Como; infine la quarta, quella scomparsa e meno nota, San Dionigi, a est, dedicata ai profeti, eretta vicino alla Porta Orientale e demolita nel 1783 per far posto ai giardini di Porta Venezia. Tra queste solo San Nazaro e Sant’Ambrogio possono dirsi con certezza fondate da Ambrogio. Tuttavia a ricomporre il significato simbolico della croce calata sull’imago urbis, a protezione della città, mancava la chiesa di San Dionigi. Ricercata nel 1971 da Mirabella Roberti in uno scavo poco documentato in cui riferisce di aver ritrovato una porzione di muro antico divelto dalla sua giacitura, presso la statua di Manara, è stata oggetto da parte della Soprintendenza di uno scavo mirato, eseguito tra settembre e ottobre 2017 dalla Cooperativa archeologia, presso i bastioni di Porta Venezia. Il ritrovamento ha confermato la giacitura ipotizzata dalla sovrapposizione georeferenziata della cartografia storica, che documenta la chiesa del XVI e XVIII secolo. Siamo partiti dall’indagine archivistica e dalle piante storiche per individuare l’area di scavo molto circoscritta e mirata. Qui “alla prima bennata” i primi ritrovamenti, tratti significativi delle murature del lato lungo presso la facciata, databili al IX secolo, sepolture, pochi frammenti in marmo e una rosetta in marmo bianco del III-IV sec. d.C.. Un secondo scavo ha poi ritrovato una porzione di muro dei primi decenni dell’XI secolo, appartenente alla ricostruzione ed ampliamento del vescovo Ariberto. Su questa chiesa si addensano eventi e personaggi importanti. San Barnaba, il primo vescovo di Milano, vi conficco una croce. Ambrogio volle che qui fossero portate le spoglie del vescovo Dionigi, deposte nella magnifica vasca termale in porfido, traslata nel 1536 in Duomo, e utilizzata da allora come fonte battesimale. Nell’882 l’arcivescovo Angilberto volle ricostruire la chiesa più grande per onorare degnamente il corpo di san Dionigi. Ed Ariberto nei primi decenni dell’XI l’ampliò con torri alla maniera tedesca e donò alla chiesa la magnifica Croce di Ariberto, oggi al Museo del Duomo ed una copia in Duomo. Le indagini proseguiranno ad aprile. Lo scopo non è tanto di farne un sito archeologico, l’attuale conformazione del sito non lo permetterebbe; i resti scoperti, verranno studiati, lo scavo ricoperto. Lo scopo ultimo è di riportare in questo luogo la memoria dell’antica chiesa, importante per l’identità di Milano, sotto il segno di Dionigi/Dioniso, Ambrogio ed Ariberto. Penso ad un luogo di sosta, adatto per un giardino, nel suo contesto attuale, dedicato a Dionigi, con la vite e un roseto, un riparo fresco, che ne segni la presenza.

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