Gli archivi della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano contengono una grandissima quantità di fonti documentarie quali carteggi, disegni, fotografie, progetti e rappresentano un grande tesoro di storia del territorio lombardo ed in particolare di quello milanese.
Con il progetto “L’archivio racconta” vogliamo far conoscere, attraverso la pubblicazione sul nostro sito web, i documenti più interessanti (e anche curiosi) che riguardano aspetti e storie poco note della nostra città.
Tale progetto si pone nel solco dell’attenzione costante che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha sempre avuto nei confronti degli archivi e del patrimonio in essi contenuto.
Il d.lgs. 42/04 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) definisce gli archivi (insieme alle biblioteche, ai musei, alle aree e parchi archeologici e ai complessi monumentali) “luoghi della cultura” e dispone che debba essere garantita ai cittadini la fruizione dei beni ivi custoditi. Inoltre viene stabilito che gli enti che detengono tali beni debbano curarne la valorizzazione, definita come una serie di attività dirette “a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura”
Alla conoscenza delle memorie conservate negli archivi intendiamo contribuire con la diffusione di materiale documentario di valore storico attraverso la selezione, scansione e pubblicazione (accompagnata dal racconto e dalla spiegazione dei documenti scelti) sul nostro sito internet.
Per cominciare questo impegnativo lavoro abbiamo scelto un tema, quello delle “chiese demolite”.
Può sembrare insolito ma vi è stato un periodo storico a Milano (in particolare tra gli anni ’20 e gli anni ’40), in cui sono state effettuate numerose demolizioni di edifici di culto, giustificate dalle profonde trasformazioni urbanistiche che stava subendo la città e dalla necessità di razionalizzare la distribuzione delle chiese sul territorio (con la demolizione nel centro storico e la ricostruzione nei nuovi quartieri).
Nei nostri archivi vi sono numerosi documenti che testimoniano questi eventi e che renderemo pubblici permettendone la consultazione on line agli studiosi e ai semplici curiosi.

IL SOPRINTENDENTE
Arch. Antonella Ranaldi

SAN MICHELE ALLA CHIUSA

SANTA MARIA BELTRADE

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