Agosto 17, 2019

L’Anfiteatro romano di Milano

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L’Anfiteatro romano di Milano

Viridarium Amphitheatrum naturae. IL COLOSSEO VERDE DI MILANO

Un progetto di archeologia green a Milano per il Parco archeologico dell’Anfiteatro romano

Un giardino farà rifiorire il Parco archeologico dell’Anfiteatro di Milano[1], dove insistono i resti dell’Anfiteatro imperiale, in origine di mt 155 per 122 e 36 di altezza. Qui sono iniziati i lavori per realizzare un inedito Amphitheatrum naturae, creato con elementi arborei della topiaria antica (bosso, mirto, ligustri e cipressi): un grande giardino ellittico a delineare il sedime e la forma della pianta dell’anfiteatro perduto a contorno e completamento dei resti archeologici. Ciò sarà possibile estendendo l’area del parco a quelle esterne oggi abbandonate, su via Arena e su via Conca del Naviglio, tagliate fuori da muri di recinzioni, inaccessibili, dove imperversa vegetazione spontanea, incuria e  degrado.

Il progetto prevede innanzitutto l’ampliamento del parco dai 12.500 mq attuali ai 22.300 mq, attraverso l’annessione:

  1. dell’area su via Conca del Naviglio di ca. mq 6.050,
  2. dell’area su via dell’Arena già occupata dal Vivaio Riva di ca. 3.750 mq, delimitata anch’essa da un muro in elementi prefabbricati in cemento, oggetto di demolizione.

Per la durata dei lavori la Soprintendenza ha ricevuto dal Comune di Milano l’intero parco in comodato d’uso gratuito. Sono iniziate a dicembre scorso le opere di liberazione e pulizia dell’area; seguiranno gli scavi archeologici nelle aree non ancora esplorate, le movimentazioni del terreno, le piantumazioni del giardino, il tutto realizzato con sponsorizzazioni attraverso la pubblicità nel led su via De Amicis (TMC pubblicità) per un importo di € 1.250.000.

L’ispirazione trae spunto dai viridaria antichi nella scelta delle specie vegetali, quindi bosso, mirto, ligustro nei modi della topiaria romana con alberi di cipresso a marcare il perimetro e per dare l’idea dell’invaso. Iconica è la scelta della forma, quella della pianta dell’anfiteatro stesso con l’arena ellittica libera per ospitare spettacoli all’aperto e intorno le siepi che seguono l’andamento dei setti radiali a sostegno delle gradonate e ancor più all’esterno la corona di cipressi impiantati su due filari.

Il progetto, molto innovativo nel suo genere e del tutto originale, si fonda sulla simbiosi tra ruderi e natura che ha ispirato letterati, vedutisti e artisti. Fa proprie le esperienze di Giacomo Boni al Foro romano all’inizio del ‘900 sul ruolo educativo della flora nei siti archeologici e le ricomposizioni con elementi vegetali al Tempio di Venere e Roma a Roma. È innovativo e “green”. Inaugura la visione di un’archeologia propria dei parchi archeologici che si combina al verde.

 Il progetto si muove in una visione ancora più ampia di parco archeologico urbano molto più esteso. Dall’Anfiteatro, il percorso seguirà l’asse maggiore dell’ellisse (Porta Pompa) per congiungersi alle vicine Colonne (forse provenienti dal Foro) del quadriportico di San Lorenzo, alla piazza e alla stessa Basilica di San Lorenzo Maggiore.  Il percorso delineato è anche tematico e storico e spinge il visitatore dall’Anfiteatro a San Lorenzo, dove troverà negli ambienti ipogei i blocchi in pietra di ceppo lombardo, smantellati dall’Anfiteatro, reimpiegati a formare la platea di fondazione della basilica. Qui sono riconoscibili le stesse partiture architettoniche dell’anfiteatro ad archi sovrapposti, inquadrati da pilastri e semicolonne ad ordini sovrapposti, visitabili con accesso agli interrati dalle cappelle di Sant’Aquilino e di Sant’Ippolito. Dall’Anfiteatro il parco urbano si connetterà a San Lorenzo, dove sono in corso i lavori di restauro della cappella di Sant’Aquilino con i suoi straordinari mosaici tardo antichi. Si unirà quindi al parco retrostante, da dove si gode anche la visuale più bella di San Lorenzo con le sue torri e i corpi satelliti intorno di Sant’Aquilino, Sant’Ippolito e San Sisto, per proseguire attraverso il Parco delle Basiliche fino a Sant’Eustorgio. Il parco così delineato si estenderà su una superficie di ca. 100.000 mq. (10 ettari) di verde nel quadrante sud ovest della città.

 Milano, I febbraio 2019

Soprintendente

Antonella Ranaldi

[1] C. Bertelli, Occidentali’s Green. Come cambia il verde a Milano, in «Il Giornale dell’Architettura.com”, 7 marzo 2017; A. Ranaldi, The Myth of the Winged BIGA, Between Protection and Valorisation: Ideas for Milan,in Putting Tradition into Practice. Heritage, Place, Design, a cura di G.Amoruso, Proceedings of 5th INTBAU International Annual Event 2017, Milano Conference, 5-6 July 2017, Ed. Springer, 2017, pp. VII-XI; A.Ranaldi, Green Archaeology. Landscapes, gardens, ruins, in «Quaderni di Assorestauro», anno 6, n. 2, luglio 2017, pp. 8-17. Il progetto è stato presentato in vari meeting internazionali a Milano, Beirut e a Chengdu in Cina.